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Farina Senatore Cappelli

La cultivar di Frumento duro  “Senatore Cappelli” è stata ottenuta dal genetista Nazareno Strampelli presso il Centro di Ricerca per la Cerealicoltura di Foggia mediante selezione genealogica dalla popolazione nord-africana Jenah Rhetifah, e rilasciata nel 1915.

Strampelli dedicò questa cultivar al marchese abruzzese Raffaele Cappelli, senatore del Regno d’Italia, che, negli ultimi anni dell’Ottocento, assieme al fratello Antonio, aveva avviato trasformazioni agrarie in Puglia e sostenuto lo Strampelli nella sua attività, mettendogli a disposizione campi sperimentali, laboratori ed altre risorse.

Raffaele Cappelli (San Demetrio ne’ Vestini, 23 marzo 1848 – Roma, 1º giugno 1921) è stato un politico e diplomatico italiano. Il marchese Raffaele Cappelli, dopo la laurea in giurisprudenza all’università di Napoli, seguì la carriera diplomatica: fu, infatti, addetto alle ambasciate di Londra e di Vienna, per poi diventare segretario di quella di Berlino. Con Carlo Felice Nicolis di Robilant, con il quale predispose il trattato della Triplice Alleanza, fu nominato Segretario generale del Ministero degli Esteri (1885-1887).

Del predetto dicastero fu ministro nel Governo di Rudinì V.

A livello politico-parlamentare si schierò con la Destra storica. Sedette sui banchi di Montecitorio, come deputato del Regno d’Italia, ininterrottamente dal 1878 al 1919, quando venne nominato senatore. Fu più volte vicepresidente della Camera dei deputati.

Si schierò contro l’interventismo dell’Italia nella prima guerra mondiale.

Raccogliendo l’eredità familiare, che aveva cospicui interessi in Capitanata, si occupò in particolare di agricoltura, partecipando da protagonista alla riforma agraria dei primi del Novecento. La sua competenza in materia è testimoniata, tra l’altro, dalla lunga presidenza della Società degli Agricoltori italiani, carica che mantenne per un quindicennio, dal 1896 al 1911. A lui è dedicata la varietà di frumento Senatore Cappelli, creata nel 1915 da Nazareno Strampelli.

Fu anche presidente della Società Geografica Italiana dal 1907 al 1915.

Il frumento Cappelli, nonostante fosse alto (circa 150-160 cm), tardivo e suscettibile alle ruggini ed all’allettamento, ebbe grande successo grazie alla sua larga adattabilità, alla sua rusticità ed alla eccellente qualità della sua semola. L’introduzione di questa cultivar determinò l’aumento delle rese medie da 0,9 t/ha del 1920, ottenute con le vecchie varietà locali, ossia ecotipi caratterizzati da elevata taglia, accentuata tardività, alto indice di accestimento totale, con i difetti che ne conseguono: suscettibilità all’allettamento ed alla stretta, ad 1,2 t/ha alla fine degli anni ’30. Nel trentennio dagli anni ’20 agli anni ’50, fino al 60% della superficie nazionale a grano duro era investita a Cappelli, che si diffuse in seguito anche in altri paesi del Mediterraneo.

Il Cappelli è ancora coltivato dopo quasi un secolo, in particolare nel meridione d’Italia (Basilicata, Puglia, Sardegna), per la produzione di pasta di di qualità superiore e pane e pizza biologici, nicchia questa per la quale si va sviluppando un mercato interessante. Dagli inizi del secolo scorso fino agli anni ’60 il Senatore Cappelli ha rappresentato la base del miglioramento genetico del frumento duro ed è infatti presente nel patrimonio genetico di quasi tutte le cultivar di grano duro oggi coltivate in Italia e di numerose altre a livello internazionale.